L'alabastro di Volterra
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Ogni cava genera una tipologia di alabastro diverso per aspetto e consistenza, dovuto al variare della composizione chimica del terreno; quindi le varietà meno ricche di inclusioni risultano bianche, più o meno trasparenti; inclusioni di argilla e ossidi metallici danno origine ad alabastri tendenzialmente grigi venati(bardiglio); altre colorazioni ambra, giallo e rossastro sono dovute ad ossidi e idrossidi metallici, in special modo ferro. L’alabastro, minerale molto duttile, può essere lavorato più facilmente del marmo e può riprodurre a scala ridotta dei motivi decorativi ricchi di dettagli. Ancora oggi si lavora con gli stessi metodi del passato; per rendere una visione più chiara diremo che in larga parte sono usati gli stessi attrezzi che si usano per la lavorazione del legno. La lavorazione dell’alabastro è sicuramente una delle tecniche artigianali più antiche ancora esistenti. Il legame tra il materiale e la comunità affonda le sue radici all’origine stessa della città, come in altri casi infatti gli etruschi, che per i loro insediamenti prediligevano terreni e materiali adatti per le necropoli, scelsero i giacimenti di alabastro. L’inventiva e la capacità manuale degli artigiani di Volterra, rende la lavorazione dell’alabastro unica nel suo genere.
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L’alabastro di Volterra, il più pregiato d’Europa, è un solfato di calcio bi-idrato e risponde alla formula chimica CaSO4 2H2O. La sua formazione risale a circa 6-7 milioni di anni fa e si trova nel territorio volterrano in cave a cielo aperto o in gallerie. Il materiale si trova in blocchi compatti, di forma ovoidale di varie dimensioni.

I prodotti sono il risultato di un ciclo di lavorazione che spesso richiede l’intervento di diversi artigiani prima di essere immessi sul mercato. Gli attori del processo produttivo sono: gli “squadratori” , coloro che fanno gli oggetti quadri, i “tornitori” che fanno i pezzi tondi ovvero oggetti circolari o sferici, gli “ornatisti”specializzati nell’ornato e gli scultori i quali dal blocco di alabastro ricavano, a mano libera o con l’ausilio di calchi in gesso dalle quali rilevare le misure, delle vere e proprie sculture. Tutte le lavorazioni sono eseguite artigianalmente con tecniche derivate dalla tradizione.


